La nostra storia · Capitolo 4
Diciotto mesi per dare forma a un sogno
Gli studi, le attese e gli incontri che hanno accompagnato la nascita di Volcanic Sea Cellar.

Avevo trovato il luogo che cercavo. Ora dovevo capire come trasformare quel tratto di mare nella cantina subacquea che immaginavo.
Per studiare la Secca della Madonnina mi affidai ai biologi Francesco Patti, Antonia Chiarore e Alice Mirasole dell’Istituto Anton Dohrn, che mi accompagnarono negli studi del sito e nel percorso per le autorizzazioni regionali. Conoscere l’ambiente che avrebbe ospitato le bottiglie era un passaggio fondamentale: il progetto doveva prendere forma attraverso lo studio e il rispetto di quel luogo.
Al loro lavoro si affiancò quello dell’architetto Francesco Monti, esperto in demanio, che mi aiutò nella compilazione e nella presentazione della domanda di concessione demaniale.
Fu un percorso durato diciotto mesi. Mesi di studi, documenti e attese, durante i quali cominciammo anche a costruire l’identità di Volcanic Sea Cellar e a far conoscere la cultura degli underwaterwines con metodo Jamin.
Mentre a Ischia si lavorava per preparare la futura cantina, il racconto del progetto iniziava a viaggiare.
Da VitignoItalia a Vinitaly, da Vinòforum a Cheese, fino a Wine Paris e al Merano WineFestival, presi parte a numerose masterclass, portando la mia passione per il vino e il desiderio di raccontare questa nuova esperienza enologica.


Le degustazioni erano occasioni di confronto: bottiglie affinate a terra e bottiglie riemerse dal mare, calici accostati, domande e impressioni condivise. L’esperienza di Jamin Portofino era il riferimento di questo cammino, mentre il progetto di Ischia acquistava una propria identità, legata al paesaggio vulcanico e al suo mare.


Guardando oggi le fotografie di quegli incontri, ritrovo una parte essenziale della nascita di Volcanic Sea Cellar. Prima ancora di accogliere le bottiglie sul fondale, il progetto cresceva tra le persone, attraverso lo studio, l’ascolto e il racconto.
Dalla mia terrazza continuavo a guardare quel punto di mare. Adesso, a quel sogno, stavamo dando forma.